La biochimica (sbagliata) degli Elohim – dalla Bibbia secondo Biglino

da | Lug 31, 2014 | Neoevemerismo

PREMESSA INTEGRATIVA (POSTUMA…)

Ritengo necessario un ulteriore intervento su questo articolo, che ha letteralmente reso sgomenti i seguaci più ardenti del sig. Mauro Biglino, al punto da inventarsi di tutto, pur di sostenere la scorrettezza strumentale delle mie argomentazioni. Successivamente, pubblicherò anche una breve intervista al dr. Marcello Germani, che conferma, senza ombra alcuna di dubbio, quello che io affermo qui.

Nel frattempo, desidero sottolineare che nel copia&incolla dall’elaboratore testi al sito, era saltato un capoverso, che qui riassumo, dedicandolo al contestatore-principe, il P.C. (Perito Chimico) Alessandro Demontis. Ricordo a lui e a tutti, infatti, che durante la cottura (tale è la “bruciatura” dei sacrifici) avviene un processo di DENATURAZIONE delle proteine e dei peptidi, per cui i medesimi composti organici perdono completamente la funzione originaria, in quanto vengono rotti i legami che “tengono insieme” gli amminoacidi. Quindi, fermo restando che nel grasso NON ESISTE TRACCIA di endorfine, quand’anche ce ne fossero, esse verrebbero irreversibilmente DISATTIVATE dal processo di cottura. E con ciò, chiudiamo il penosissimo epic fail del sig. Demontis.

Infine, qualcuno afferma che le frasi del sig. Biglino sono “vecchie” e risalenti al 2011, come se ciò fosse una giustificazione per una sciocchezza totalmente insostenibile. A tal proposito, ribadisco che il Nostro ha affermato testualmente quanto contestato nel corso del Simposio C.U.N. di San Marino del Marzo 2014 (DUEMILAQUATTORDICI); ho quindi aggiunto ai link di alcune delle Sue ineffabili affermazioni anche la data, da cui si evince che questa è LA POSIZIONE ATTUALE di Biglino in merito alla querelle dei sacrifici.


Come molti ormai sanno, il sig. Mauro Biglino si avvia a diventare un autentico genio poliedrico dei nostri tempi. Il Nostro è già famoso per le bizzarre traduzioni pseudo-letterali dell’Antico Testamento (pur ignorando completamente gli elementi basilari delle cosiddette “espressioni idiomatiche”, presenti in ogni lingua viva o morta: ulteriori critiche sostanziali qui), per l’ammirazione sconfinata nei confronti del rag. Fracchia e di Ombretta Colli (Gli piace il noto e vecchio successo “Facciamo finta che“, risalente al 1975 circa), per essersi circondato da un manipolo di sedicenti “esperti”. Anche da costoro, presumibilmente, deriva la poliedricità esibita, che si accinge (lo ha ripetutamente anticipato Lui stesso) a spaziare pure nel mondo classico di “Iliade” ed “Odissea”: immagino con le medesime, ineffabili conclusioni delle sue magniloquenti opere già pubblicate. Nel ricordare ancora una volta, tuttavia, che il suo “lavoro” consiste nella scopiazzatura delle idee di Downing (“The Bible and Flying Saucers”, 1968) e di Claude Vorilhon-Rael, devo altresì notare che di recente Biglino discorre con rara competenza anche di Biologia, Biologia Molecolare e Biochimica. Davvero, non è poco. Peccato, però, che prenda solenni cantonate.La storia del razzo egizio, malamente “photoshoppato”, non Gli ha insegnato nulla, vista la sicumera con cui blatera di Biochimica. Vediamo un po’, dunque. Nel corso del Simposio sammarinese dello scorso Marzo, Biglino ha tenuto uno dei suoi soliti interventi: io ed altri Componenti di ASPIS eravamo presenti, LA DATA ERA IL 29 MARZO 2014 (DUEMILAQUATTORDICI). Stavolta, però (a parte la sorpresa di trovarlo in un convegno ufologico, visto che abitualmente rifugge con uguale sdegno sia la qualifica di “ufologo” che di “esegeta”: e in entrambi i casi fa benissimo, visto quello che scrive e dice…) ha tirato fuori dal cilindro una storiella, già parzialmente smontata da un ambizioso giovane. Il lettore probabilmente ricorderà che, tempo addietro, la NASA pubblicò una notiziola, secondo cui il POSSIBILE odore dello spazio interplanetario poteva essere simile a quello emesso da una graticola arroventata. Si trattava, ovviamente, di una curiosità, anche perché nessuno -si suppone- può respirare nello spazio vuoto, e quindi annusarlo. Poteva mai una cosa come questa non essere strumentalizzata da un Signore come Mauro Biglino? Ovviamente no! Ed infatti, in quel convegno Egli inserì nel contesto del suo neoevemerismo questo “fatto”, affermando a chiare lettere che il motivo dei sacrifici e degli olocausti offerti a YHWH/Elohim era proprio questo: permettere al nostalgico e brutale alieno di respirare aria di casa, insomma. Non solo: il Biglino afferma che OGNI PRIMOGENITO, di OGNI ANIMALE (Uomo compreso: e questo già la dice lunga sulla considerazione che l’Autore ha nei confronti della più alta espressione del libero pensiero…) sarebbe stato preteso da YHWH. Le cose, naturalmente, non stanno così: ma ne parleremo a breve, promesso!, in un articolo a parte. Ma il vertice del ridicolo Biglino lo raggiunge quando afferma esplicitamente che “gli è stato riferito” il motivo biochimico per cui il grasso del neonato umano sarebbe così appetibile per gli spietati Elohim, YHWH in testa: se bruciato, infatti, si trasformerebbe in endorfine. Sostanze simili alla morfina prodotte da qualsiasi organismo, in condizioni particolari; sostanze che, inalate (non “annusate“, sig. Biglino: I-N-A-L-A-T-E!) da questi selvaggi alieni, ne placavano ansie e dolori. Qui siamo veramente ad un livello altissimo, over the top. Ci sarebbe da ridere, se il concetto in sé non fosse di tale gravità, da far piangere. Ma controlliamo questa affermazione. Questa (figura 1)

Figura 1 Formula di struttura generica delle endorfine

Figura 1
Formula di struttura generica delle endorfine

 è la struttura generale delle endorfine: non a caso si parla di “formula di struttura”. Queste sostanze esercitano un’azione assai simile alle cosiddette “droghe”, ed hanno TUTTE una struttura simile a questa: cioè gli atomi che le compongono e la disposizione nello spazio degli atomi stessi è quella in figura. Osservatela bene.

Il neonato umano possiede effettivamente discrete quantità di tessuto adiposo (o grasso) BRUNO, come il Famoso Autore afferma. A differenza di quello BIANCO, ben rappresentato nell’adulto in sovrappeso (non in Biglino: Egli, fortunatamente, esibisce una figura slanciata che francamente Gli invidio), quello bruno non è solo “materiale energetico di riserva” che perdiamo con una bella dieta, ma rappresenta una fonte diretta di energia, per motivi metabolici che non specifico, perché andremmo troppo nel tecnico. Ebbene, la formula di struttura dei grassi contenuti nel tessuto adiposo (bruno o bianco la differenza è sostanzialmente trascurabile) è la seguente (figura 2):

Figura 2 La struttura degli acidi grassi

Figura 2
La struttura degli acidi grassi

Come chiunque può vedere, le formule sono drasticamente diverse, e garantisco (prego il Lettore di credermi sulla parola, oppure di verificare, se vuole, in qualunque libro di Biochimica e/o Biologia di livello universitario) che non esiste modo, tanto meno attraverso la semplice cottura (questo è il “bruciare un sacrificio”), di trasformare il grasso in endorfine. E nemmeno esiste alcuna evidenza scientifica che l’inalazione di effluvi di grasso possa, in qualunque modo, stimolare la produzione di endorfine.

Per ulteriore completezza, segnalo che esistono anche gli steroidi (generalmente sono ormoni, anche se è molto noto il colesterolo), che derivano dai lipidi e si presentano con questa base generale (figura 3), e anche in questo caso non è che somiglino molto alle endorfine…

Figura 3 Struttura generica degli steroidi

Figura 3
Struttura generica degli steroidi

Ora, poiché il Nostro è più sfuggente di un’anguilla, sottolineo che non solo ho udito con le mie orecchie quanto da Lui affermato, ma lo ripete (insieme al suo nuovo mantra “mondo omerico/Bibbia”) in numerose interviste.

Ricapitolando: il sig. Biglino farebbe bene, visto il suo recente interesse per la Biologia, a 1 – studiare bene la materia che tanto lo sta attraendo; 2 – in alternativa e/o in aggiunta, ricorrere a “collaboratori” meno compiacenti ideologicamente nei confronti delle sue bislacche idee, e più preparati e capaci di spiegarGli come stanno effettivamente le cose. A scanso di equivoci, io NON sono disposto né interessato a farGli da mentore; sono invece molto interessato, per amore della Verità, a sbugiardarLo ogni volta che sarà necessario. Un’osservazione gratuita, però, voglio regalarGliela, anche se è strano che i Suoi amici biologi, genetisti, naturalisti, motoristi e marconisti non Glie lo abbiano già detto. Esistono animali che, anche da adulti, conservano eccezionali quantità di tessuto adiposo bruno. Sono tutti quelli che vanno in letargo. Capisco che ghiri e scoiattoli sono piccoli. Ma verso Nord, specialmente 4-5000 anni fa, c’erano molti orsi, come anche in America. Possibile che nessun Elohim si sia inventato l’esclusiva del commercio di orsi? O che YHWH (“Absit iniuria verbis!”) fosse così pezzente, da non riuscire a comprare qualche orso ogni tanto? Oppure che, dopo aver affrontato un viaggio megagalattico da chissà dove, non fosse in grado di fare quattro passi in America o in Nord Europa per sgranchirsi le gambe (o i tentacoli) e catturare qualche bell’esemplare di Ursus Spelaeus, invece di accontentarsi delle briciole ebree?

Ai liberi pensatori l’ardua risposta. E anche, se vogliono, il diritto di replica. Preferibilmente assennata…

ADDENDUM

Avevo dichiarato la mia disponibilità a discutere in merito a critiche “preferibilmente assennate“. Ebbene, accanto a moltissimi complimenti (i cui autori ringrazio!), ho ricevuto qualche critica. Purtroppo, nemmeno una assennata. Tralascio volentieri quella secondo cui sono stato troppo duro con il sig. Biglino e sarebbe bastato scrivere che questi sbagliava SENZA ENTRARE NEL MERITO (sic!) (e mi limito al riguardo a ricordare il feroce sarcasmo che spesso Egli stesso usa: chi di spada ferisce, etc. etc.); contrasto invece direttamente le involute affermazioni di un diplomato Perito Chimico, che mi attacca frontalmente così:

Da chimico non ritengo corretto che l’ articolista (il quale mi risulta essere un medico) usi la carta del ‘le formule sono molto diverse’ per sostenere la infondatezza di un argomento… intanto perchè ha paragonato due rappresentazioni diverse, una formula di struttura breve e una formula di struttura semplificata. Inoltre porta come formula di struttura “generica delle endorfine” quella di una particolare endorfina.. le endorfine son di vario tipo e hanno strutture molto diverse… nel link mostro la beta-endorfina per esempio. Se uno ragionasse come Marino in quell’ articolo, confrontando la sua ‘struttura generica’ e quella della b-endorfina dovrebbe dire ‘son completamente diverse, non son correlate’. Ha scelto inoltre proprio una formula di struttura dove non é mostrato il gruppo carbossibilico COOH tipico dei grassi e di molte endorfine, una mossa che non mi aspetterei da un informatore corretto.

Su tali basi (che dimostrerò del tutto infondate sotto il profilo scientifico ed etico), costui lancia violenti strali contro di me, definendomi, fra l’altro, una “vergogna per il mondo della scienza“, e tacciandomi di totale incapacità ed ignoranza. Affermazioni temperate appena dalla seguente ammissione, giunta solo dopo essere stato adeguatamente sbugiardato con dati alla mano: “Ti ho già abbondantemente risposto: biglino ha scritto una imprecisione. Doveva scrivere che la combustione del grasso poteva liberare eventuali endorfine animali presenti in circolo. Ciò non toglie che il suo errore, non essendo lui preparato in materia, é meno grave del tuo erroneo utilizzo di discorsi relativi alla somiglianza delle molecole e al tuo paragonare due tipi di formula di struttura diversi per sortire un determinato effetto“.Quindi, se tanto mi dà tanto, il sig. Biglino che scrive libri e fa conferenze fondate su un errore marchiano, è giustificato perché, poverino, non è del ramo, e non è bello “strumentalizzare” i suoi errori per sbugiardarlo… Interessante filosofia, devo dire.

In ogni caso, una duplice premessa è d’obbligo. La prima è che questi sono articoli DIVULGATIVI: se avessi intenzione di scrivere trattati o libri, certamente -visti i temi in discussione- ne verrebbero fuori opere comprensibili solo agli addetti ai lavori, e chiaramente non è questo lo spirito né mio, né dei Colleghi di ASPIS; un aspetto dunque da tenere a mente SEMPRE. La seconda è che, in questa circostanza, sono costretto a scendere nel dettaglio tecnico. Cercherò di usare un linguaggio comprensibile, ma per colpa del Perito Chimico contestatore qualche concetto potrebbe essere più ostico del solito. Tuttavia, per mantenere un livello di comprensibilità generale accettabile, non sparerò citazioni tratte dalla mia personale libreria universitaria: non siamo in una Facoltà, qui; utilizzerò link di eventuale approfondimento reperibili sulla Treccani on line: un sito prestigioso, indiscutibile, non specialistico ma sufficiente per i miei scopi QUI ED ORA. Adesso, per chi vuole seguirmi, partiamo pure.

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Figura 4 La struttura della beta-endorfina

In primo luogo, il Perito Chimico sbaglia tutto praticamente fin dall’incipit. Intanto, la formula generica (come l’ho definita subito all’interno dell’articolo) che ho pubblicato non è di una endorfina qualunque (come lui stesso scrive: “… porta come formula di struttura “generica delle endorfine” quella di una particolare endorfina“: quindi sa perfettamente che il mio intento era didascalico!). Un Chimico con la “C” maiuscola che volesse buttarla in rissa anche su un semplice articoletto scritto per NON SPECIALISTI avrebbe immediatamente riconosciuto che quella in figura 1 non è una endorfina (come invece lui conferma), ma è LA MORFINA. Ho pubblicato QUELLA immagine solo per esemplificazione, e perché era sufficientemente piccola da non essere invasiva. Il Perito propone invece questa figura (figura 4). Sposta i termini della questione? No, per alcuni motivi. Intanto, continua a non esistere alcuna analogia o somiglianza fra la figura 4 e le figure 2 e 3 (o sbaglio?). In secondo luogo, negli oppiacei (di cui le endorfine, TUTTE, fanno parte) come è possibile vedere esiste il gruppo amminico -NH2 (o quello -NH-), CHE NON SI TROVA AFFATTO nei grassi. Come mai? Semplicissimo: i grassi contenuti nel tessuto adiposo sono LIPIDI, gli oppiacei (e quindi anche le endorfine!) sono PEPTIDI. Stiamo parlando di strutture completamente diverse: i primi sono costituite da lunghe catene di Carbonio, Idrogeno ed Ossigeno (C, H, O), variamente legati fra di loro, ma sempre in modalità LINEARE. Esistono i grassi SATURI (quelli in cui non è presente alcun doppio legame fra due atomi di C contigui), quelli MONO-INSATURI (in cui esiste UN SOLO doppio legame) e quelli POLI-INSATURI (in cui i doppi legami fra atomi di C contigui sono molteplici); i grassi saturi sono solitamente di origine animale, quelli poliinsaturi di origine vegetale. Gli oppiacei (e quindi le endorfine: QUALUNQUE endorfina), invece, sono composti derivati dal “montaggio” di amminoacidi. Le proteine sono peptidi, più o meno complessi, pesanti e lunghi; la globina che compone l’emoglobina è una proteina (e quindi un peptide); l’insulina è una proteina, e quindi un peptide. Per la precisione, le endorfine sono piccoli peptidi, che nulla hanno a che fare con i grassi, composti tipicamente da un numero compreso fra 26 e 32 (SOLITAMENTE!) amminoacidi

Figura 5 I principali componenti del sistema oppioide e i loro precursori

Figura 5
I principali componenti del sistema oppioide e i loro precursori

(figura 5); i precursori sono peptidi ancora più piccoli, con soli 5 o 6 amminoacidi. Tutte cose che ho regolarmente spiegato al mio non troppo gentile Interlocutore. Ora, dove sarebbe il mio malizioso errore metodologico che mi rende “la vergogna per la chimica e per il metodo scientifico” (testuale!)? Chiedo scusa, ma non lo capisco. Capisco benissimo, invece, che chi è messo all’angolo, come il Perito Chimico in questione, non sapendo ribattere (perché nulla ha ribattuto sugli aspetti tecnici) si dedica all’insulto. Proseguiamo, perché esistono un altro paio di esilaranti chicche buttate lì da costui.

Il Perito Chimico, in chiara confusione, cita alcuni articoli di Veterinaria, relativi a studi condotti SUI BOVINI, in cui si rilevano alcuni valori delle endorfine a livello PLASMATICO. Cioè nel sangue. Lui invece afferma che nei grassi BOVINI vi sono endorfine: falso! In ogni caso, esiste una sia pur piccola evidenza che siano presenti nel grasso umano/neonatale? Manco per idea: uno studio (uno dei tanti) dell’Università di Bari, Facoltà di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, specifica CORRETTAMENTE dove si trovano le endorfine nell’Uomo:

Ipofisi anteriore;

Ipofisi intermedia, in entrambi i casi specificamente nelle cellule corticotrope, cioè quelle che contengono ACTH (Ormone adrenocorticotropo); il meccanismo di liberazione è lo stesso per l’ACTH e le endorfine;

Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.): sono contenute in neuroni lunghi il cui soma è concentrato soprattutto nell’ipotalamo medio-basale a livello del nucleo arcuato. Dall’ipotalamo i neuroni endorfinergici si proiettano anteriormente e caudalmente terminando in diverse aree cerebrali: 1) Setto anteriore 2) Nucleo paraventricolare 3) Nucleo paraventricolare del talamo 4) Nucleo parabrachiale 5) Materia grigia periacqueduttale. In altre, semplici parole: le endorfine NON sono presenti nei tessuti adiposi, ma, in pratica, solo all’interno dell’encefalo. L’epic fail dell’estremo difensore giunge, inesorabile, quando, nel disperato tentativo di salvare la faccia, giustifica il sig. Biglino, scrivendo: “Non é detto, se le endorfine sono in circolo nei grassi e nei tessuti dell’ animale, il loro bruciare le può liberare. Liberare non significa trasformare.“. Abbiamo visto che le endorfine non si trovano in circolo, e nemmeno nei grassi. Poi, per giustificare l’ingiustificabile difesa d’ufficio, ribadisce: “biglino ha scritto una imprecisione. Doveva scrivere che la combustione del grasso poteva liberare eventuali endorfine animali presenti in circolo“. Insiste testardamente su una sciocchezza scientifica grande come una casa, dunque.

Da ultimo, sottolineo che il Perito Chimico sostiene di non aver mai sentito il sig. Biglino affermare quanto da me riportato all’inizio di questo ormai lunghissimo articolo (la trasformazione del grasso neonatale bruciato in endorfine). Bene: non solo i Componenti dell’ASPIS Simone Barcelli, Gianluca Rampini ed Enrico Travaini possono tranquillamente confermare ciò che io affermo, ma lo stesso sig. Biglino (cosa volentieri dimenticata dai Suoi entusiasti sostenitori, che mi accusano di aver citato un solo episodio…) lo ripete sistematicamente. Eccone qualche altro esempio:

1 – Mauro Biglino: “Navi spaziali ed armi micidiali nell’Antico Testamento” (14/08/2011);

2 – La Bibbia non parla di Dio (Mauro Biglino a Studio Aperto – 11/07/2014);

3 – Mauro Biglino – l’odore di carne bruciata (Gennaio 2012);

4 – Intervista a Mauro Biglino (24 Luglio 2014).

Mi fermo qui, ma potrei continuare…

La cosa davvero triste è che un Perito Chimico parli di “imprecisione da parte di Biglino“, non di “grossolano errore di fatto e di principio. Sì, davvero triste, se pensiamo che questo signore scrive libri ed articoli, e di converso mi accusa di “di aver utilizzato impropriamente due tipi diversi di formula“.

Come al solito, mi rimetto al giudizio del Lettore. Quello intelligente.

A quest’ultimo mi permetto di dedicare alcuni, ulteriori link di un certo interesse. Eccoli, a seguire. Ma i meno dotati e i soggetti in malafede ne evitino la lettura. Per favore!


Endorfine

Dizionario di Medicina

endorfine Neurotrasmettitori di natura peptidica, rilasciati dalle cellule nervose, che hanno come bersaglio i recettori oppiacei. Le e. sono state individuate nel 1975, dopo la scoperta dei recettori μ, κ, δ per la morfina (1973), nel tentativo di identificare i ligandi endogeni per questa famiglia di recettori, così importanti per molte risposte dell’SNC; era infatti difficile immaginare che esistessero nel sistema nervoso recettori per sostanze esogene (morfina) non presenti nell’organismo. Il sistema oppioide. Le e

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Peptide

Enciclopedie on line

peptide Composto organico risultante dall’unione di due o più molecole di amminoacidi, legati fra loro da legami peptidici: un legame chimico di tipo ammidico che si forma tra il gruppo α-carbossilico di un amminoacido e il gruppo α-amminico di un altro amminoacido con la perdita di una molecola di acqua. Il legame peptidico, o unità peptidica, è costituito dal raggruppamento racchiuso nel riquadro tratteggiato: formuladove con R sono indicate le catene laterali degli amminoacidi coinvolti

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Amminoacidi

Enciclopedie on line

amminoacidi Composti organici caratterizzati dalla presenza nella molecola di un gruppo carbossilico, COOH, e di un gruppo amminico, NH2. Gli a. isolati in natura sono oltre 300; si possono trovare allo stato libero, nei tessuti e nei liquidi degli organismi, o legati in peptidi a basso peso molecolare. Gli amminoacidi sono i costituenti delle proteine; si uniscono l’uno all’altro attraverso il legame peptidico, che si forma per reazione fra un gruppo carbossilico di un a

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Oppioide, Sistema

Dizionario di Medicina

oppioide, sistema Sistema neurochimico di trasmissione formato da peptidi oppiodi naturali che esercitano azione morfinosimile interagendo con recettori specifici presenti sulle membrane cellulari. Origine dei peptidi oppiodi. I peptidi oppiodi derivano, per digestione endopeptidasica da tre proteine progenitrici: la pre-prooppiomelanocortina (POMC), la pre-proencefalina A e la pre-prodinorfina

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© Dr. Fabio Marino 2014 per ASPIS