BOB LAZAR DICEVA IL VERO: Un testimone lo colloca nei laboratori di Los Alamos.

da | Gen 20, 2016 | Ufologia

Uno dei personaggi più controversi del panorama ufologico degli ultimi decenni è stato senza dubbio Bob Lazar. Non ripercorrerò pedissequamente la sua storia perché è, nelle sue linee generali, abbastanza nota a chi segue questi argomenti.

 

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Bob Lazar e John Lear

Mi perdonerà il lettore che non ne abbiamo mai sentito parlare ma ci vorrebbe una monografia intera per descrivere tutti gli aspetti di questa storia. Giusto per inquadrarla basti sapere che Lazar nel 1989 ha rilasciato un’intervista, sotto falso il falso nome di Dennis, al giornalista George Knapp di una emittente di Las Vegas, nella quale sosteneva di aver lavorato nell’Area 51, presso la sezione S-4 a Papoose Lake. Il suo lavoro consisteva nello studio della propulsione di un disco volante presente, come altri, nelle viscere della montagna in cui la base era scavata.

Retro-ingegneria aliena, ne più ne meno. Successivamente, rispetto all’intervista, uscì allo scoperto e fece molte altre e più approfondite rivelazioni che lo hanno posto al centro di accesi dibattiti, tra chi sosteneva e sostiene la sua onestà e chi invece la contesta. Uno dei punti chiave nelle accuse dei suoi detrattori era l’impossibilità di Lazar di dimostrare che lui sia mai effettivamente stato in alcuna delle strutture militari e governative collegate più o meno direttamente all’Area 51.

Prima di tornare su questo punto, argomento di questo articolo, vale la pena citare un paio di altri episodi che invece depongono a favore della sua storia. Si badi bene, non sto con questo cercando di dimostrare l’esistenza dei dischi volanti, alieni e quant’altro, che ritornano in questa storia ma che questi eventi potrebbero avere un significato ben più complesso. Vi è tutta una questione di disinformazione con Lazar vittima, probabilmente inconsapevole, di queste macchinazioni.

In diverse occasioni, me ne ricordo almeno due, Lazar affermò di sapere quando sarebbero stati effettuati i test di volo dei “dischi” realizzati grazie alla predetta retro-ingegneria. Portò sul posto in un’occasione un amico Gene Huff, per altro la persona che poi ha svelato molti degli aspetti secondari legati alla storia di Lazar, ed in un’altra Huff e altre due persone. In entrambe le occasioni gli oggetti volanti si presentarono, mostrando tutte quelle straordinarie prerogative che li distinguevano da normali velivoli sperimentali.

Ora, come promesso, torniamo alla questione centrale. Qualche mese fa un filmaker statunitense, Jeremy Corbell, secondo quanto ha raccontato nella puntata del 25 giugno 2015 di Coast to Coast AM ( celebre programma radiofonico condotto da George Noory, nda ), ha identificato un testimone che afferma di aver incontrato Lazar presso il LANL ( Los Alamos National Lab ). Tale persona è un fisico e inventore arruolato come contractor esterno a Los Alamos nello stesso periodo in cui Lazar afferma di esserci stato: Robert Krangle. Jeremy Corbell è riuscito a scovarlo grazie ad un bot ( un software, nda ) programmato a setacciare specifici contenuti all’interno della rete.

In questo caso il bot trovò una discussione su Facebook in cui un utente affermava di esser vicino di casa di una persona che aveva lavorato con Bon Lazar. Le successive ricerche portarono Corbell a contattare Krangle che accettò di raccontare quanto sapeva e di non volere l’anonimato.

Krangle, racconta da allora, di aver incontrato Lazar in più di un’occasione. Sia nella zona ristorazione che in occasione di un briefing di sicurezza. Questa testimonianza depone a sfavore di un’altra delle critiche che vengono mosse a Bob Lazar, tra gli altri anche da Stanton Friedmann. Il fatto che non esistano tracce che confermino le affermazioni di Lazar circa i suoi studi alla CalTEch a le MIT. Secondo Krangle nessuno a Los Alamos dubitava del suo pedigree e lui stesso, avendoci scambiato qualche parola, non ha mai avuto dubbi che fosse veramente quello che affermava di essere.

Per altro Gene Huff, di cui abbiamo accennato in precedenza, racconta di come l’entrata di Lazar presso strutture tanto selettive sia passata tramite la “raccomandazione” di Edward Teller. Vale la pena di raccontare come questo sia successo perché è davvero curioso. Lazar tra un impiego e l’altro è sempre stato appassionato di tecnologia ed in particolare di propulsione a jet ( per altro alimentata ad idrogeno , nda. ) Era diventato piuttosto celebre per aver montato un motore a reazione su una Honda.

Su due Honda a dire il vero, ma i dettagli in questo caso sono superflui. Sta di fatto che un giorno Lazar si recò ad una conferenza di Teller e lo trovò, prima del suo intervento, a leggere un articolo di giornale proprio sulla sua Honda. Hanno così avuto l’occasione di presentarsi e Teller gli consigliò di mandare il suo curriculum alla EG&G High Tech in Nevada, azienda operante presso svariate installazioni militari. Inizialmente la sua domanda di lavoro non venne accolta. Qualche mese più tardi ricevette una proposta per lavorare su un progetto riguardante una propulsione a jet in un area remota ( outer area, nda ).

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La Honda di Lazar

Lazar si presentò all’edificio della EG&G al McCallan Airport, da li scortato da un certo Jim Mariani, venne trasportato all’Area 51, a Groom Lake. Arrivato all’interno della struttura dovette firmare un accordo di segretezza ed uno che ne avrebbe sospeso i diritti costituzionali.

Da qui, come si dice, il resto è storia.

Ora, tornando a Robert Krangle, testimone fondamentale, diventa necessario confermare le sue affermazioni circa la propria professione e le sue dichiarazioni. Corbell sostiene che Krangal abbia prodotto sufficiente documentazione riguardo il suo curriculum. Cosa che non ho potuto verificare ma mi è stato però possibile individuare diversi articoli in cui lo si cita quale fisico ed inventore, e detentore del brevetto di un rilevatore laser utilizzato dalla polizia. Ho inoltre personalmente scovato un suo ex vicino di casa, che mi chiede invece di rimanere anonimo, che conferma il suo impiego con questioni tecnologiche di vario genere.

Questioni sulle quali non può essere più preciso in quanto all’epoca era ancora un ragazzo e perse di vista Krangle prima della maggiore età e prima quindi dei fatti descritti. In buona sostanza Krangle sembra essere la persona che dice di essere e non vi è nessuna ragione logica che lo porterebbe a fare simili affermazioni se non fossero vere. Professionalmente avrebbe tutto da perderci. Quindi la presenza di Lazar all’interno delle strutture di ricerca governative sembra trovare conferma. Fatto non da poco. Anzi.

Rimangono tutti gli altri dubbi circa la non verificabilità delle sue credenziali accademiche. Potrebbe un qualche organizzazione, magari a tre lettere, eliminare tutte le tracce che Lazar ha lasciato da un certo punto in poi? Forse si. Se non fosse così sarebbe difficile spiegare il suo coinvolgimento al LANL. Gene Huff afferma inoltre che ci siano altri due fisici, Jim Taliani e Melissa Crey che sostengono tutt’ora di conoscere Lazar e di essere stati suo colleghi a Los Alamos. Personalmente non ho trovato citazioni dirette per cui non esprimo giudizi su questi due testimoni.

Ho precedentemente affermato che la vicenda di Lazar potrebbe esser complessa, diversa dall’essere la semplice “rivelazione” di un insider. Ho forti sospetti, e non sono il solo, sul fatto che Lazar sia stato intenzionalmente scelto e coinvolto proprio per il suo dubbio curriculum e la sua dubbia reputazione per rivelare alcune cose, di cui molte falsificazioni ed alcune verità. George Knapp, secondo me giornalista onesto e capace, dobbiamo a lui la “scoperta” dell’Area 51 e molte altre storie collegate al mondo ufologico del Nevada, è stato diretto testimone della veridicità delle affermazioni di Lazar. Knapp organizzò persino alcuni test per smontare la storia di Lazar. Riuscì a far interrogare Lazar da altri lavoratori del LANL su come fossero organizzate le cose, dove fossero determinati luoghi e Lazar non si sbagliò mai.

Dopo averlo intervistato numerose volte non riscontò mai alcuna crepa nei suoi racconti. Lo convinse persino a sottoporsi ad una sessione di ipnosi regressiva e a quattro test con il poligrafo ( macchina della verità, nda ), tutti superati. Il sospetto che Lazar sia stato strumentalizzato viene anche da alcuni elementi quanto meno strampalati che ricorrono nei suoi racconti, come ad esempio quanto vide durante uno dei briefing di sicurezza, all’inizio della sua collaborazione.

Lazar racconta di esser stato sottoposto ad una serie di test allergici e poi fatto entrare in una stanza da solo dove gli avrebbero fatto consultare un dossier che conteneva le foto di nove diversi dischi volanti, informazioni sulla storia dell’umanità, su argomenti filosofici, teologici e su chi fossero gli alieni portatori della tecnologia che si studiava nella struttura e del loro rapporto con le elite governative. Ciliegina sulla torta, sul faccia interiore della porta della stanza, c’era un poster (!) che ritraeva uno dei dischi delle foto.

Quindi o è tutto frutto della sua scarsa vena immaginativa ma non si spiegherebbero la testimonianza di Krangle e gli avvistamenti nel deserto del Nevada da lui previsti oppure tutto quello a cui è stato sottoposto è parte di qualche gioco od esperimento sulla divulgazione di determinati argomenti.

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Tesserino scovato da Knapp con il nome di Lazar

Nel periodo in cui lavorava nella base S-4 non parlò mai ai suoi amici, ne a sua moglie di questi argomenti. Si limitò a dire di avere una clearence di sicurezza e di andare nell’Area 51. Addirittura quando uscì un documentario sugli Ufo e l’Area 51, secondo il racconto di Gene Huff, affermò esplicitamente che non c’erano Ufo in quella base. Cosa per altro confermata anche successivamente in quanto erano nella S-4. Quando poi raccontò tutto disse anche che nessuno li chiamava Ufo, ma semplicemente dischi. Di “non identificato” non c’era in effetti niente.

In tutto questo quadro di anomalie non va dimenticato che venne coinvolto anche John Lear. Lear era un ex agente e pilota collaudatore di velivoli sperimentali della CIA che ad un certo punto aveva iniziato a rivelare informazioni di quanto aveva appreso sull’argomento Ufo. Anch’egli assistette a numerose situazioni anomale in cui, ad esempio, testimoni a favore della storia di Lazar venivano minacciati da personale governativo. Grant Cameron, illustre ricercatore ufologico, gestore del portale Presidential Ufo, sostiene che la figura di Lear sia centrale quale tramite di dubbia reputazione tra alcuni segreti da far trapelare e la comunità ufologica.

Personalmente trovo questa interpretazione poco plausibile poiché il suo coinvolgimento è stato piuttosto casuale e tardivo, tale da non giustificare tutta la messa in scena proposta a Lazar fin dall’inizio. E’ sufficiente quanto detto sin’ora per affermare che le affermazioni di Lazar corrispondano al vero? Non in senso assoluto, però penso ormai si possa dire con buona certezza che Lazar sia stato “esposto” ad informazioni sensibili, ufficialmente segrete ma forse, ufficiosamente, costruite con uno scopo che ancora non mi è chiaro. Non possiamo che sperare che qualche altro testimone, sulla scia di Robert Krangle, si faccia avanti e dipani ancora un po’ la matasse di questo intrigo.

Gianluca Rampini © 2016 A.S.P.I.S. ©™